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04/07/2008

FAMIGLIA DIMENTICATA

I provvedimenti previsti elencati nella conferenza stasmpa dal Berlusca, mutui, Ici, detassazione degli straordinari, non sono in nessun modo "a misura" di famiglia perchè è chiaro che ognuno di essi si riferisce ad ogni lavoratore che faccia straordinari, ad ogni proprietario di case e ad ogni cittadino che abbia accesso al mutuo per pagarsi la casa. Dove sono le famiglie in tutto questo? Certo se si parte dall'idea che ogni misura impatta in qualche modo la famiglia, anche la sistemazione dei giardini pubblici e la copertura delle buche di una strada sono a favore delle famiglie, perchè "tutti tengono famiglia" e così tutti traggono vantaggii da qualsiasi provvedimento, famiglie comprese, ma è chiaro che le politiche familiari vere devono fare la differenza tra chi a carichi familiari e chi non nè ha e in nessun modo si può confondere quello che è valido per le famiglie in quanto tali e quello che non lo è. Le politiche familiari sono questione molto seria e urgente e non è onesto far credere che l'Ici, gli straordinari i mutui siano dedicati in maniera selettiva alle famiglie. Ho l'impressione che malgrado le promesse elettorali e le assicurazioni successive, il governo non abbia per il momento nessuna intenzione di affrontare seriamente l'argomento famiglia, come del resto quello sulla libertà di educazione, e la prova sta nel fatto che nel programma del governo per i prossimi tre anni, che è stato varato recentemente dal Consiglio dei Ministri, non c'è traccia di politiche fiscali, strutturali e serie a favore della famiglia e delle scuole paritarie. Che fine hanno fatto i tanto conclamati "buoni-scuola" che darebbero la possibilità alle famiglie di sciegliere la scuola che preferiscono pagando con questi "buoni"? Eppure il Forum delle Famiglie ha raccolto un milione e mezzo di firme per sollecitare un fisco a misura di famiglia consegnate al Presidente della Repubblica e già girate alle rispettive Commissioni parlamentari competenti. Che fine farà questa sottoscrizione? Un decreto legge che lascia aperte una serie di interrogativi, trascura fette importanti della società, e non risponde alle legittime aspettative di tante famiglie che con il Family Day hanno voluto dare un contributo serio al dibattito in corso sul futuro della società italiana. Attese deluse, risposte incomplete, criteri discutibili, provvedimenti parziali. Questa non è una seria politica familiare, e non ci vengano a spacciare per politica familiare quello che familiare non è.
 
 

Postato da: massimo70 a 23:09 | link | commenti

29/06/2008

domenica, 29 giugno 2008

UN NUOVO SITO

SAFE, Movimento per la Salute Femminile, è un’organizzazione senza fini di lucro, il cui scopo è stimolare la consapevolezza e la capacità critica delle donne nei confronti di farmaci e pratiche mediche che riguardano la procreazione, attraverso un’informazione chiara, libera, e il più possibile completa.

Lo sviluppo delle tecnologie riproduttive, dell’ingegneria genetica,e in generale della tecnoscienza e della medicina, pongono oggi nuovi problemi alle donne sulla propria salute e su quella dei propri figli. Dopo secoli di controllo patriarcale sul corpo femminile, il rischio che corriamo oggi è quello di un affidamento cieco nelle mani degli esperti, che indebolisca e sgretoli le nostre capacità di valutazione e decisione. La libera scelta, a molte di noi non sembra più un criterio sufficiente, perché pesantemente condizionata da troppi fattori diversi. Alcuni sono facilmente identificabili, per esempio le leggi, la cultura di appartenenza, l’organizzazione sanitaria di un paese; altri sono più sfuggenti, come le politiche di marketing, la diffusione di informazioni parziali o manipolate, l’influenza delle ideologie, il particolare rapporto di affidamento che si instaura tra medico e paziente. Orientarsi da sole è sempre più difficile, prima di tutto perché si è interrotta quella catena dei saperi femminili che passava di donna in donna e costituiva un terreno di conoscenze verificate dall’esperienza, e poi perché le nuove tecnologie e la vastità, insieme alla specificità del sapere tecnico-scientifico, impedisce una reale padronanza delle informazioni.
In questo campo agiscono, sia sul piano politico che su quello del mercato, interessi e poteri (grandi centri di ricerca, aziende farmaceutiche, organismi internazionali del controllo demografico, tanto per fare qualche esempio) che fanno pesare la propria immensa forza di pressione. Riteniamo che il primo strumento per cercare di bilanciarne l’influenza sia la costruzione di una rete informativa in grado di mettere in circolazione notizie, dati e fatti verificati il più possibile direttamente. (leggi tutto)

Postato da: massimo70 a 11:26 | link | commenti

27/06/2008

Chant: cantate al Signore un canto nuovo...

IL 23 GIUGNO E' ARRIVATO ANCHE IN ITALIA  IL FENOMENO MUSICALE DELL’ESTATE



CHANT è un nuovo album di Canti Gregoriani registrato dai Monaci dell’Abbazia Cistercense di Stift Heiligenkreuz a Vienna, ritenuti attualmente i più eccelsi interpreti di questo repertorio oltre che cantori prediletti da Papa Benedetto XVI.

La nascita del progetto è un caso unico nel suo genere. A seguito della crescente domanda di questo repertorio dovuto al suo utilizzo come colonna sonora per HALO - videogioco di grande successo – la Universal UK ha deciso di pubblicare un annuncio sulle riviste religiose per trovare il gruppo più accreditato per incidere un album. Tra il materiale pervenuto c’era l’invito a visionare su YouTube un videoclip dei Monaci Benedettini di Stift Heiligenkreuz che ha subito colpito per l’eccezionale bravura.
La stampa estera ha dato ampio spazio alla notizia dell’uscita di questo album a seguito di un incontro realizzato il 15 maggio presso l’Abbazia.

A pochi giorni dall’uscita CHANT è al 7 posto della classifica pop inglese!!!

Il potere rilassante e terapeutico di questa musica è stato ampiamente sperimentato e ha già incontrato notevole successo in passato.

fonte

Non contesto il potere rilassante del canto gregoriano, ma mi sembra riduttivo sottolinearne solo questo aspetto; non penso che i monaci abbiano voluto offrire al mondo quest'opera esclusivamente come ricetta di musico-terapia: essa è soprattutto un inno di lode al Signore, sempre antico eppure sempre nuovo, e va interpretata nel suo significato più autentico e profondo di musica sacra innanzi tutto. E se il suo potere terapeutico derivasse proprio da questo?

Postato da: massimo70 a 11:34 | link | commenti

26/06/2008

EMERGENZA SCUOLA
riscoprire il senso del vivere

Riflessione di Nerella Buggio a Radioformigoni

In questi giorni si parla di scuola, di bocciature. Qualcuno sostiene che l’aumento dei ragazzi bocciati sia un ritorno alla serietà, alla severità: non hai studiato, ti boccio!

Qualcuno si chiede: che fine fanno i bocciati? Ripetono l’anno con maggiore profitto? Mah!  Si scoraggiano, perdono fiducia? I bocciati sono degli sconfitti, oppure ad uscire sconfitta da questa esperienza è la scuola ed un certo modo di insegnare?

Sono domande cui va trovata una risposta. In ogni caso si ha l’impressione che molti girino intorno al problema, che sembra ormai troppo grosso per essere affrontato, perché un paese dove la scuola mortifica la voglia di fare, la società non farà molta strada.

L’altra sera Lucignolo, settimanale di approfondimento di Studio Aperto, ha trasmesso lo sfascio dell’educazione: si sono visti video con alunni che gettano banchi dalle finestre, studenti che, chiamati per un’interrogazione, lasciano l’aula, uscendo dalla finestra, e nefandezze di ogni genere.

Ho sentito degli adolescenti che commentavano la trasmissione: “forte” quello che ha calato i calzoni al prof. che spiegava, "proprio forte", e quelli che facevano la gimkana tra i banchi spingendo le sedie capovolte, “mitici”.

Si, però se l’avessi fatto io sarei finita in Presidenza direttamente ed i miei mi avrebbero messo agli arresti domiciliari. Mi sono chiesta: ma allora, sono i giovani a non darsi più limiti, o sono gli adulti che non sanno farsi stimare?  Qui non si tratta di trasgressione o di contestazione; lo chiamano bullismo, ma in realtà è mancanza di senso.

Se non sai per cosa vale la pena di spendere la vita, se non sai appassionarti alla vita, magari studi per diventare potente, per fare i soldi tanti soldi, che ti permettono di distrarti, di non pensare al senso del vivere; magari lavori, insegni per tirare il fine mese, e nel guardare quei ragazzi che hai di fronte ti chiedi se ne vale la pena, vedi i loro limiti e non la loro persona.

Bisogna correre ai ripari, non si tratta di tornare all’autoritarismo, ma al rispetto dell’autorità, del lavoro altrui, all’incentivo al merito per chi lavora e per chi studia.

Mi verrebbe da dire: bisogna tornare al buon seno, ma non basta: bisogna riscoprire il senso del vivere, di fare ogni gesto, quindi anche di insegnare e di studiare. Investire nell’educazione, investire nell’uomo, nella persona, a partire dalla famiglia e dalla scuola.

Leggevo in questi giorni su Più Voce un articolo del Prof. Nembrini che terminava così:  "La Sierra Leone è il paese più povero e arretrato del mondo con gli indici più bassi rispetto a tutti gli  indicatori di sviluppo. Sto aiutando in quel paese la nascita di una scuola cattolica gestita da un missionario Saveriano, ed ho scoperto, con mia grande sorpresa, che gli insegnanti saranno pagati dallo stato. Ho chiesto al Ministro della Pubblica Istruzione: ma com’è che in un paese dove si muore di fame e malaria, vi permettete il lusso di pagare gli insegnanti delle scuole cattoliche?  Risposta: mi scusi, ma in un paese conciato così da dove si può ripartire se non dall’educazione? L’ho invitato a venire in Italia per spiegare la cosa al nuovo governo e ad un migliaio di parlamentari. Dove non si ascoltano gli appelli del Papa, del Presidente della Repubblica, potrebbe far breccia il Ministro della Sierra Leone".

Mi chiedo: perché no?  Se c’è da imparare dalla Sierra Leone, per noi va bene!!

Grazie a NATANAELE

Postato da: massimo70 a 18:34 | link | commenti (1)

23/06/2008

BANDIERE ARCOBALENO

Via dalle Chiese !!

 

Una notizia che mi fa particolarmente piacere: finalmente qualcuno ha aperto gli occhi su un uso ed abuso assolutamente improprio di bandiere all’interno delle chiese, in particolare le bandiere arcobaleno messe come simbolo della pace, mentre è soto gli occhi di tutti che sono utilizzate per bel altri scopi da chi le ha “inventate”.  Ecco dunque tutta la notizia.

Roma - Perché preti e laici cattolici usano la bandiera arcobaleno come simbolo di pace invece della croce? Non sanno che quella bandiera è collegata alla teosofia e al New Age? È netto e documentato il giudizio contenuto in un articolo pubblicato da «Fides», l’agenzia della Congregazione vaticana per l’evangelizzazione dei popoli diretta da Luca De Mata, nei confronti del vessillo, simbolo del movimento pacifista, appeso anche nelle chiese e da qualche prete pure sull’altare.

«Come mai uomini di Chiesa, laici o chierici che siano - si chiede “Fides” - hanno per tutti questi anni ostentato la bandiera arcobaleno e non la croce, come simbolo di pace? Sarebbe interessante interrogare uno per uno coloro che hanno affisso sugli altari, ingressi e campanili delle chiese lo stendardo arcobaleno». L’agenzia vaticana ipotizza qualche risposta in proposito, vale a dire «la lunga litania degli eventi in cui la Chiesa avrebbe brandito la croce come simbolo di sopraffazione», dalle Crociate alla caccia alle streghe ai roghi di eretici. «Fides» a questo proposito ricorda però che non è il simbolo della croce in quanto tale «ad aver bisogno di essere emendato», quanto piuttosto «gli atteggiamenti degli uomini che, guardando a tale segno, possono ritrovare motivo di conversione». Poi rilancia: «Questi uomini e donne di chiesa sanno qual è l’origine della bandiera della pace? Molti probabilmente no. Altri, pur sapendo, non se ne preoccupano più di tanto».

Le origini della bandiera della pace vanno ricercate, spiega l’agenzia, «nelle teorie teosofiche nate alla fine dell’800. La teosofia (letteralmente “Conoscenza di Dio”) è quel sistema di pensiero che tende alla conoscenza intuitiva del divino». Da sempre presente nella cultura indiana, ha preso la sua moderna versione dalla Società Teosofica, «un movimento mistico, esoterico, spirituale e gnostico fondato nel 1875 da Helena Petrovna Blavatsky, più nota come Madame Blavatsky». Il pensiero della corrente rappresentata dalla bandiera arcobaleno si basa sullo «gnosticismo», sulla «reincarnazione e trasmigrazione dell’anima», sull’esistenza di «maestri segreti» e riconduce al New Age, mentalità che predica la libertà più assoluta e il relativismo, l’idea dell’«uomo divino», il rifiuto della nozione di peccato.

«Fides» spiega che esistono diverse versioni di questa bandiera, una delle quali è riconosciuta ad Aldo Capitini, fondatore del Movimento nonviolento, «che nel 1961 la usò per aprire la prima marcia per la pace Perugia-Assisi», mentre un’altra «segnala che la sua origine risale al racconto biblico dell’Arca di Noè» e dunque sarebbe un simbolo cristiano a tutti gli effetti. In realtà - scrive l’agenzia dopo aver ricordato che è anche il simbolo dei movimenti di liberazione omosessuali - la bandiera rappresenta un’idea secondo la quale «per esempio è possibile mettere sullo stesso piano partiti politici o gruppi culturali che rivendicano, legittimamente, la difesa della dignità della donna, e gruppi, come è accaduto recentemente in Europa, che rivendicano la depenalizzazione dei reati di pedofilia. Si tratta ovviamente di aberrazioni possibili, solo all’interno di una mentalità relativistica come quella che caratterizza le nostre società occidentali».

La bandiera, conclude «Fides», è un simbolo sincretistico, che propone l’unità New Age nella sintesi delle religioni. Introdurla nelle chiese e nelle celebrazioni è da considerarsi «un abuso».

Grazie a Natanaele

Postato da: massimo70 a 17:24 | link | commenti (1)

16/06/2008

Dopo il «no» irlandese
momento difficile per l’Europa

Autore: Salina, Giorgio  Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it

Ormai, sono le 16 di venerdì 13 giugno, è ufficiale: l’Irlanda, l’unico Stato europeo che ha effettuato un referendum popolare, ha negato la ratifica al Trattato di Lisbona, che avrebbe dovuto regolare la vita dell’Unione ad iniziare dal gennaio 2009, dopo la bocciatura della Costituzione varata dalla Convenzione presieduta da Giscard d’Estaing.

È un giorno triste per l’Europa; difficile dire ora cosa accadrà. Ancora ieri sera il Primo Ministro francese François Fillon, ha dichiarato che non esiste un piano “B”. Un’alternativa viabile.
La dichiarazione odierna del Presidente Nicolas Sarkozy, che ha rinviato la dichiarazione congiunta franco-tedesca a risultati acquisiti, può lasciar intendere che venga riesumata la teoria dell’Europa “a due velocità”, con il rischio reale di considerarla soprattutto un’area di libero scambio: la temuta Europa dei mercanti, temuta perché svilisce l’ideale dell’Europa dei popoli dei Padri fondatori e dei grandi uomini che hanno coltivato la stessa speranza.

Ma di chi la colpa? Certo la realtà è complessa: si dice ad esempio che gli Irlandesi abbiano temuto soprattutto la fine della tradizionale neutralità della loro Nazione. Può darsi.

Ma è ora di chiamare le cose con il proprio nome: certamente gran parte della responsabilità è di coloro che hanno deciso di fondare l’Europa su di una reticenza, o se si preferisce su di una menzogna, negando l’evidenza delle «radici cristiane». Giovanni Paolo II° spesso ha detto che l’Europa sarà cristiana o non sarà. Negando la verità evidente, e negando dignità e diritto di presenza, alla pari delle altre, alla cultura che è l’esito di quelle radici, si sta agendo perché l’Europa non sia! Tra gli altri, ricordo l’alterigia (per non dire il disprezzo) con cui Valdo Spini ha bocciato la proposta.

Ricordo le espressioni di vittoria con cui si è salutata la bocciatura di un Candidato Commissario, perché cattolico. E non si venga a dire che altri cristiani fanno parte della Commissione: Buttiglione era diventato un simbolo da abbattere, e ricordo il compiacimento forzatamente misurato di Lilli Gruber e Michele Santoro, nonostante che due inglesi, il laburista Richard Corbett, e il liberal democratico Andrew Duff, riconoscessero che si era commesso un gravissimo errore, giudicando un uomo per le sue idee e non per i suoi programmi, comportamento contrario alla Carta dei diritti fondamentali.

Ricordo quando si è accusato Benedetto XVI° di fornire il supporto culturale ai discriminatori degli omosessuali, quando si è derisa la posizione di non pochi Deputati a proposito del finanziamento della ricerca sulle cellule staminali embrionali. Quando, durante i negoziati per l’adesione, si è tollerato che alcuni Funzionari “negoziatori” facessero indebite pressioni sulla Polonia perché modificasse la propria legislazione sull’aborto.

Quando gli Intergruppi Gay e Lesbiche organizzano Convegni al parlamento europeo per dichiarare che le Chiese organizzate, cioè soprattutto quella cattolica, praticano il totalitarismo culturale.

Questo non è lo sfogo di un cristiano deluso, è la lucida individuazione di una delle cause che ha reso invisa l’Unione a parte dei cittadini europei. Si afferma a parole che la ricchezza dell’Europa è la ricchezza delle culture, ma si agisce perché una di queste sia zittita e messa in condizione di non contare nulla. La falsità della posizione lascia l’amaro in bocca anche a molti non cattolici!

Noi cattolici vogliamo l’Europa, un’Europa libera e democratica, senza padroni, né Paesi padroni, né ideologie padrone e vessatorie verso altre culture, per questo più volte ho lanciato un appello perché il Governo, Camera e Senato italiani che hanno iniziato la procedura parlamentare, ratifichino il Trattato di Lisbona, ma non la Carta dei diritti fondamentali, ambiguo documento espressione di quella cultura del sopruso sopra descritta.

La scelta irlandese non sarà né indolore, né senza conseguenze, ma mi auguro che i nostri politici cattolici abbiano uno scatto d’orgoglio europeista, per l’Europa dei popoli libera e realmente democratica, e quindi anche in questo difficile momento non gettino la spugna dando un contributo forse decisivo, perché l’Italia non getti la spugna e dia un contributo decisivo per riprendere, sia pure faticosamente, la strada di De Gasperi Adenauer e Schumann, rimediando ai tanti, troppi errori compiuti.

Postato da: massimo70 a 17:59 | link | commenti

14/06/2008

L'IRLANDA SI SFILA
DALL'EUROPA
prendere l'esempio?

F. Carioti su Libero
Gli elettori europei si dividono in due categorie: quelli che hanno bocciato i trattati europei e quelli ai quali è stata negata la possibilità di bocciarli. Gli irlandesi appartengono alla prima categoria. Gli italiani, come altri popoli europei, fanno parte della seconda. A Dublino e dintorni giovedì scorso, per volere della Corte suprema, cioè della massima magistratura irlandese, i cittadini sono stati chiamati alle urne per approvare o respingere il Trattato di Lisbona, versione edulcorata della precedente costituzione europea, che fu affossata dal pronunciamento degli elettori francesi e olandesi nel 2005. Il verdetto irlandese è stato reso noto ieri: il 53,4% dei votanti ha detto "no". È la conferma - l'ennesima - che il palazzo di Bruxelles è visto dalla gran parte degli europei come un'astronave aliena piombata nel mezzo del continente da chissà dove, abitata da personaggi strani che, pur usando una lingua astrusa e incomprensibile, lontana da ogni comune idioma europeo, pretendono di dettare legge in casa nostra. Il raffronto con gli Stati Uniti, inevitabile pietra di paragone e oggetto delle invidie degli eurotecnocrati, è semplicemente umiliante. La Costituzione americana è sangue e storia di quel popolo, e ogni cittadino d'oltreoceano conosce a memoria almeno i principali emendamenti, quelli che difendono le sue libertà. Il trattato di Lisbona è il figlio deforme delle beghe delle élites europee e dei loro compromessi al ribasso, è la traduzione cartacea di un progetto costruttivista che nessun cittadino europeo ha ancora capito in cosa consista e in che modo dovrebbe essergli utile. Tant'è che solo pochi esperti della materia - un circolo ristretto di iniziati che se si presentassero al giudizio degli elettori non riuscirebbero nemmeno a farsi eleggere amministratori di condominio - sono in grado di ricordarne qualche brandello di testo. Un'élite inamovibile.

(leggi tutto l'articolo QUI  - Keass  e Cultura Cattolica)

Grazie a Natanaele

Postato da: massimo70 a 17:31 | link | commenti





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